Le tensioni in Medio Oriente sono un fatto grave e nessuno intende sottovalutare i rischi e le possibili ripercussioni sui mercati energetici. Ma questo non può e non deve diventare il pretesto per aumenti ingiustificati dei prezzi dei carburanti.
A tal proposito la FAI- Conftrasporto si è attivata immediatamente, scrivendo una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni e ai ministri degli Esteri, Antonio Tajani e delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, chiedendo di avviare una cabina di regia per monitorare l’andamento dei prezzi, per prevenire possibili fenomeni speculativi e garantire la stabilità negli approvvigionamenti a tutela delle imprese di autotrasporto e dell’intero sistema economico.
Servono interventi chiari: agire in sede europea per sospendere i vincoli sugli aiuti di Stato, eliminare norme distorsive come l’ETS e fermare le derive ideologiche del Green Deal. Serve inoltre aggiornare subito i costi della sicurezza definiti dal Ministero dei Trasporti e rafforzare i controlli contro le pratiche che falsano la concorrenza. Perché una cosa deve essere chiara: gli autotrasportatori non sono il problema. In molti casi sono i primi a pagare il conto.
Lo scorso 6 marzo si è riunita la Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocata per affrontare l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i possibili effetti sui mercati energetici e sui prodotti di consumo. Fonti sicure del Ministero delle Imprese e del Made in Italy informano che detta Commissione si riunirà con cadenza settimanale, ogni venerdì, fino al superamento di questa fase di incertezza.
Infine, invitiamo tutte le nostre imprese associate a segnalarci tempestivamente eventuali anomalie nel listino dei prezzi del petrolio. Se fondate e documentate, saranno immediatamente trasmesse alle Autorità competenti per le opportune verifiche.